io, libreria

La fine del mondo storto (non è una recensione)

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“Davanti al pericolo si ragiona cattivo”

E’ passato qualche anno. Me l’ha dato Massimo che di libri, modestamente lui, ne capisce. Quando lo lessi, non ero in un periodo “storto” e Corona non è che mi piaccia più di tanto. Tuttavia ieri sera, sotto la gragnuola di grandine che batteva sulle persiane stavo leggendo le cronache del mondo che stiamo vivendo… un aereo con quasi 300 persone a bordo, abbattuto per errore in Ucraina… uno stato che invade un territorio riconosciuto… un cratere di 300 metri di diametro che si apre tra i ghiacci e le terre delle regioni metanifere russe… e mi è venuto questo pensiero … che il mondo è proprio storto. Non voglio recensire il libro, voglio prenderlo a prestito per parlare con voi.

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Un aereo con 300 persone a bordo che volava a 10km di altitudine è stato abbattuto sopra i cieli ucraini.

-E’ stato lui!!

-No è stato lui!!

-Adesso indagheremo a fondo!! 

Le avete riconosciute? Sono le voci dei filorussi, degli ucraini e della comunità internazionale. Non vi sembra un dialogo a polarità invertita? A me si. Quando ho sentito dell’incidente mi sono rattristato.. poi quando ho letto che era stato un missile lanciato da qualcuno ho pensato “Ma Cristo Benedetto.. 300 persone”..  Pietà.

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Due popoli che si contendono il riconoscimento e la terra da decine di anni.

-assassini invasori!

-terroristi kamikaze!

-tregua tregua, state buoni se potete!

Queste scommetto che le avete riconosciute. Sono le voci degli abitanti di Gaza, degli Israeliani e della comunità internazionale (si ancora lei). Non c’è dialogo, non c’è comprensione. E non c’è più memoria. Non è più l’esperienza che fa di te quello che sei ma è una sorta di imprinting animalesco… Mi spiego: nasci in un mondo storto, cresci storto. Se per caso punti dritto verso l’alto, ti piegano, devi stare storto. Devi sopravvivere e quindi cannibalizzi, bruci e fai tuo. Non ci sono più i giusti, non esistono più le fazioni, schierarsi da una parte o dall’altra è “storto”.. anzi distorto. Pietà.

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Si è aperto un cratere nel nord della Russia. Un occhio di 300 metri di diametro, le pareti di roccia liscia e il ghiaccio fuso.

-Stiamo distruggendo il pianeta!!!!

-Sono gli alieni?

-Un fiume sotterraneo ha tentato la risalita e trovato il permafrost. Lo ha eroso creando un pozzo verticale naturale..

Queste sono difficili da indovinare per cui ve le dico io: la prima è una voce comune, la seconda è quella di TGcom 24 (sigh), la terza è … la comunità internazionale (scientifica ma internazionale, passatemela dai). Si sta forse erodendo il Divieto e tra poco potremo tornare nelle Quattro Terre? No.. il mondo storto non è nella voragine è nelle reazioni… Nella mancanza di comprensione, nella mancanza di ascolto che si trova discutendo con le persone.. sempre più spesso le posizioni diverse dalla nostra non solo non vengono accettate per quello che semplicemente sono: opinioni diverse. Ma succede che vengano demolite da cumuli di sciocchezze, da verità non dette, da allusioni. Succede che fare il proprio dovere con coscienziosità viene subordinato a fare il comodo di un altro. Succede che se nessuno ti da ragione, la ragione te la costruisci, la moltiplichi e la spargi bombardando violentemente tutto intorno a te. Chissenefrega se stai avvalorando una posizione sbagliata, ingiusta.. tramite un sacco di menzogne. Perchè hai bisogno dei like, dei followers, perchè per sopravvivere nel mondo storto, hai bisogno di seguaci, hai bisogno di qualcuno che pascoli le pecore, pulisca le stalle, sfasci la mobilia per farne legna da ardere. Pietà.

Dove nasce il mondo storto? Secondo Corona l’uomo è egoista, violento e cieco. E’ convinto di poter arrivare ovunque e a qualunque cosa con le proprie sole forze, non riconoscendo come tale l’interagire con le altre persone. Non riconoscendo il valore del mondo stesso che ci circonda. Sono d’accordo con lui. E penso che per evitare la fine del mondo storto, serva un recupero di noi e un pensiero in più verso le altre persone. Uno sforzo di comprensione. Un focus diverso: non più il mito dell’uomo che si è fatto da solo ma della comunità che è cresciuta assieme.

Prendo a prestito delle belle parole e le faccio anche mie: “Abbiamo cura degli altri.”

Scritto da loris

loris

#veneto per nascita, #campano per matrimonio, #ingegnere per formazione.
Bastiancontrario e ultra polemico, supereroe dentro. Però con un gran cuore (biancorosso). Qui scrivo di ogni menata che mi passa per la (de)mente

  • Claudia Treviso

    In fondo preferisco credere che non sia il mondo ad essere storto, ma che da qualche parte ci “siamo storti” noi, perdendo il senso di ciò che è giusto essere: contro niente e nessuno ma “con” gli altri e “per” gli altri. Possa esser la pietà il primo ingrediente di quello che tu chiami il nuovo focus, ossia la comunità all’interno della quale è possibile crescere insieme.

    • E, per precisazione, intendevo la pietà cristiana. Non in senso generale ma proprio quella.