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Lansdale – Hap & Leonard novels..

“Il Texas è uno stato mentale”

Girovagavo per la Feltrinelli di un noto centro commerciale con le punte e guardavo con malcelato disinteresse il cumulo di libri dedicati a vampiri innamorati, zombie dal sangue caldo, angeli caduti, streghe taumaturgiche e lupi mannari adatti più alla copertina di Oggi che ad un romanzo che potesse suscitare il mio interesse del momento. Pensavo con nostalgia a Druss e al libro “La leggenda dei Drenai” … ci pensavo con così tanta malinconica intensità che un grammo in più di materia cerebrale sotto sforzo concentrata sul Capitano dell’Ascia lo avrebbe fatto materializzare dietro di me, come uno stand. Cercavo un buon libro, scritto bene, con un personaggio con un minimo di carisma, possibilmente fantasy o fantastico… almeno un pizzico di ironia, insomma cercavo qualcosa di evasivo per passare il tempo, ma niente da fare. Fatine e pesciolini, cadaveri e ciucciasangue, un circo di personaggi… ma nemmeno la polvere cosmica che mi ispirasse, sono sicuro che è capitato anche a voi: entrate in libreria senza una idea ben precisa, gironzolate, prendete un libro qui e leggete la seconda di copertina.. lo mettete giù. Ne prendete un altro, leggete la seconda di copertina, aprite a caso il libro e leggete qualche riga… alzate gli occhi al cielo e lo mettete giù. Nel frattempo è passata mezz’ora e più da quando siete entrati ma il vuoto siderale che dovete riempire non ha ancora trovato una storia adatta scritta da qualche anima pia e stampata su cellulosa da qualche mecenate.

cremisi_lansdaleE butta l’occhio qui, butta l’occhio li alla fine mi arriva in mano “Sotto un cielo cremisi”. Penso ad un altro libro sulla fine del mondo provocata da un fallout nucleare in seguito ad una guerra scatenata dai vampiri contro gli zombie, ovviamente tutti figli dell’inquinamento…. Però solo 200 pagine e 350 grammi per un tema così complesso mi sembravano poca sostanza, ho aperto la seconda di copertina e ho letto a proposito dei due detective più amati dai lettori… Mai sentiti prima. Mai. Cioè la mia ignoranza raggiunge picchi che nemmeno Compagnoni e Lacedelli ce la potrebbero fare a volte… e questi erano i più amati dai lettori… Va ben dai.

Ho aperto a caso e ho letto:

“Leonard scese e iniziò a fare rifornimento. La pioggia flagellava la tettoia, schizzando acqua tutt’attorno. C’era fin troppo buio, per l’ora che era. Lanciai un’occhiata a Leonard, che armeggiava con l’ugello della pompa e mi accennò un saluto militare. Gli mostrai il dito medio. Lui rispose allo stesso modo. Mai detto che fossimo gente matura.”

Ho girato qualche pagina e ho continuato a leggere:

“La pioggia era diminuita e la luce del garage mi consentiva una visuale
abbastanza ridotta, ma fu sufficiente per scorgere il grosso furgone nero che si era fermato dietro la Cadillac d’annata di Jim Bob, […] fu come se la gigantesca ombra dell’Armageddon fosse calata sulla gelida terra invernale. Era alto due metri buoni, con spalle abbastanza larghe da spingere molti giocatori di football a tagliarsi i polsi dall’invidia.[…] Camminava di buon passo, neanche stesse filandosela da un incontro di preghiera per raggiungere un bordello col portafoglio gonfio di quattrini e una scatola di preservativi.
«Spero che sia Tonto, quello» dissi. «Altrimenti scappo a gambe levate dalla porta posteriore.»
«Dev’essere lui per forza,» disse Marvin «vista la tua reazione. Capita a tutti. E ricordati che è un po’ timido.»
«Salve» feci nell’aprire la porta, e Tonto annuì, fermandosi per un istante a pulirsi le suole sullo zerbino con fare lento e metodico, come un cavallo ben addestrato che cerca di rendersi bello agli occhi del padrone. Per passare sotto lo stipite fu costretto ad abbassare la testa. Una volta raggiunto il centro della stanza, vide Brett, la contemplò per un certo tempo e, infine, spostò lo sguardo su Marvin. 
«Avevi bisogno di me?» gli chiese, e fu come se la sua vera voce, grosso com’era, fosse andata in ferie, costringendolo a farsene prestare una da un bambino; morbida e musicale, quasi femminile. […]
«Sono venuto qui perché me l’ha chiesto Marvin» disse Tonto. «Io non so un tubo. E nessuno mi ha spiegato proprio un bel niente.»
«Neanche a me» concordò Jim Bob. «Sono qui perché la mia bambola gonfiabile è rimasta senz’aria. E perché non avevo altro da fare.»
«Lasciami indovinare» disse Brett. «Si è suicidata con uno spillo.»
«Insomma, tesoro» protestò Jim Bob. «Che cosa brutta da dire.»

Va bene Lansdale, ci sei riuscito. Mi hai convinto, mi avviai verso la cassa col libro in mano. Massimo tre giorni dopo l’avevo finito, adesso conoscevo Hap e Leonard. Hap l’idealista, antimacho, un pò calvo e dai lavori impossibili… Leonard il nero pugile, gay, sfrontato e irriverente ma con un debole per i biscotti alla vaniglia e la dr Pepper. Amici sempre, così tanto da leggersi nel pensiero. E’ partito un viaggio piuttosto breve in verità, dopo aver letto “Sotto un cielo cremisi” è stato il turno di “Devil red” e poi mi sono procurato gli altri e li ho letti in ordine cronologico.

Una stagione selvaggia (Savage Season, 1990)
Mucho Mojo (Mucho Mojo, 1994)
Il mambo degli orsi (Two-Bear Mambo, 1995)
Bad Chili (Bad Chili, 1997)
Rumble Tumble (Rumble Tumble, 1998)
Capitani oltraggiosi (Captains Outrageous, 2001)
Sotto un cielo cremisi (Vanilla Ride, 2009)
Devil Red (Devil Red, 2011)
Una coppia perfetta. I racconti di Hap e Leonard (Einaudi, 2013)

Ve li dovrei consigliare? Si. Sono antieroi, sono buzzurri ma con un una loro eleganza, vivono situazioni al limite della realtà e i loro ragionamenti spaziano dal surreale all’iperreale al normale. Sono persone anormali, con una vocazione impressa nel loro DNA ad impersonare gli ultimi paladini della legge e dell’onore della provincia americana. E a fianco a loro gravitano altri personaggi, altrettanto surreali, come Brett, Jim Bob, Vanilla Ride, Marvin e Charlie.. E Lansdale scrive bene, ve lo assicuro. Scrive in maniera veloce ed elegante e ci mette una tale fantasia per le metafore che certe volte ti trovi a pensare “me la segno” ma sai che una tale porcata non potrai mai dirla in pubblico. E la cosa ti fa sorridere. Sono romanzi non troppo lunghi, potremmo definirli gialli, ma sarebbe riduttivo… In realtà “una stagione selvaggia” è bello ma non è il migliore, secondo me la serie accellera in maniera sensibile a partire dal successivo “Mucho Mojo” ed è con “Il mambo degli orsi” che anche altri personaggi cominciano ad assumere un vero ruolo. Leggeteli, perchè Lansdale scrive bene, perchè sono divertenti, perchè prima o poi ci faranno un film o una serie Tv ed è meglio leggerli prima .. poi perderebbero una parte del loro fascino…

A proposito, Lansdale è uno scrittore che ha scritto spaziando praticamente in ogni genere … gialli, noir, fantasy, fantascienza, western… Se vorrete provare altro vi consiglio “La morte ci sfida”, “Ned la foca” e “Tramonto e polvere”. Magari degli altri romanzi ne parlerò un’altra volta .. (lo dico sempre ma non lo faccio mai).  bye

Scritto da loris

loris

#veneto per nascita, #campano per matrimonio, #ingegnere per formazione.
Bastiancontrario e ultra polemico, supereroe dentro. Però con un gran cuore (biancorosso). Qui scrivo di ogni menata che mi passa per la (de)mente