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Ma teee.. che colore vedi?

Il daltonismo genetico è normalmente dovuto a un allele recessivo posto sul cromosoma X. La mappatura del genoma umano ha peraltro dimostrato che il daltonismo può essere indotto da una mutazione in 58 geni diversi, divisi tra 19 cromosomi […] ma è anche possibile diventare daltonici in seguito a un danneggiamento della retina, del nervo ottico o di determinate aree della corteccia cerebrale.

Va bene dai, scienza a parte e wikipedia pure. Da piccolo leggevo sempre il nome dei colori sui pastelli e sui pennarelli, perchè l’erba è verde, mica potevo farla rossa o marrone. Da grande successe che nonostante io avessi la vista di un falco, alla visita militare mi rifilarono un 4 (su 5, era 1 il voto migliore)  in “vista” perchè sul libretto coi pallini io ci vedevo esattamente dei pallini.. e mi veniva pure il mal di testa a guardarli troppo. Il militare al di là della scrivania pensò pure che lo stessi prendendo per il sedere, capite? Mi tirò fuori una scolorina e mi chiese: – Di che colore è? E io con sicurissima sicurezza: – Rossa. Era rossa. Ma i pallini niente, rimasero un mistero, io ancora non so cosa ci fosse nascosto tra quei pallini.

Mazinga - Versione nocciolata

Mazinga Versione Nocciolata. Tutti i diritti riservati – 1986 Loris

Si insomma, sta introduzione per dire che sono daltonico. Ma ci tenevo a darvi la versione dell’uomo della strada: non si chiede ad un daltonico: – Che colore vedi? Magari ridacchiando. Perchè il daltonico potrebbe tranquillamente rispondervi: -Vedo color fullicchio con una tonalità di paciulina. E voi rimareste là a pensare a cosa diavolo voglia dire. Un daltonico non vede i colori invertiti tipo il rosso lo vede verde e il verde lo vede rosso. Almeno non io. La domanda generalmente è era fonte di imbarazzo e si traduceva in una scrollata di spalle, in realtà un daltonico non riesce a identificare alcune lunghezze d’onda. NON.RIESCE.A.IDENTIFICARE. Che è diverso da “scambia un colore pa n’altro”.

Da dove nasce tutto sto pippone?

Ma perchè io sono fiero (adesso) di aver disegnato il Grande Mazinga con il boomerang sul petto marrone invece che rosso al laboratorio artistico alle elementari. Il mio Mazinga era originale. E’ coperto da copyright: Mazinga Nocciolato. Sugli scaffali sta subito dopo Goldrake variegato amarena.

Ma senza scomodare le elementari, potremmo chiacchierare un bel po di fronte ad un Picasso o ad un quadro impressionista riguardo  alle sensazioni che suscita l’uso dei colori. Visto che io vedo diversamente da voi… forse che un quadro suscita altre emozioni? Mah..

Ma pur senza arrivare a disturbare le arti visivo-pittoriche, ecco… ieri sera guardavo l’ecocalendario per vedere se dovevo metter fuori l’umido o il secco. Avete presente il bidoncino dell’umido e il carrellone del secco? Sull’ecocalendario del mio comune hanno lo stesso simbolo ma uno è verde e l’altro marrone… anzi no scusate, uno è rosso e uno è verde… ma se li guardo di sguincio so uguali…  AARGH! Va ben, usiamo la testa:  il secco è quello che si mette fuori una volta ogni due settimane, l’altro è l’umido quindi al giovedì tocca l’umido. Fottiti, grafico che hai pensato l’ecocalendario e tu dirigente che l’hai approvato. La prossima volta usate due icone diverse anche per forma e non solo per colore. Per cortesia.

Sorrisi e grazie a tutti!

PS: il rosso è quello sopra, il giallo in mezzo e il verde è in basso.

Magari nessuno ci pensa, ma..

‘Che magari non ci pensa nessuno.

Scritto da loris

loris

#veneto per nascita, #campano per matrimonio, #ingegnere per formazione.
Bastiancontrario e ultra polemico, supereroe dentro. Però con un gran cuore (biancorosso). Qui scrivo di ogni menata che mi passa per la (de)mente