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papa Bergoglio e il San Lorenzo – Que te pasa quemero?

Questo post c’entra col San Lorenzo e un pò col Lane. Col papa invece non ci azzecca niente se non che Studio Aperto ci ha fatto sapere che Francesco tifa San Lorenzo.  Comunque con quel titolo mi sarò assicurato un miserrimo risultato in più su google search e forse due lettori. Per cui mi scuso con te,  ignaro visitatore che per caso finirai qui ma forse ci troverai qualcosa di interessante lo stesso.

Questi simpaticoni che vi presento e che sentirete cantare nel video sono i tifosi del San Lorenzo, una delle squadre di calcio di Buenos Aires. Sono contrapposti da una storica rivalità all’Huracan, altra squadra della capitale. Il simbolo dell’Huracan è una mongolfiera da cui uno dei nomignoli della squadra che è “globo”. I  suoi tifosi sono soprannominati “quemero” cioè piromani, il loro quartiere è la “quema” citata nel testo (la quema era una stazione di servizio) . Guardate il video e leggete le parole e la traduzione.

que te pasa quemero?
todabia seguis esperando..
que te pasa quemero?
q en la quema estan todos llorando..
va pasando los años..
jugadores tambien dirigentes..
pero no se dan cuenta..
que el problema lo tiene tu gente..
q no alienta cuando el globo va perdiendo ohhh ohhh..
q no estaba cuando te fuistes al decenso ohh ohh..
q no aguanta cuando ven a SAN LORENZO..
yo se que duele..yo se que es feoo..
pero a tu hinchada.. 
le faltan huevos..

che ti succede “quemero” ? / ancora stai aspettando.. / che ti succede quemero? / che nella “quema” stanno tutti piangendo.. / passano gli anni, /  giocatori e pure dirigenti / ma non si rendono conto / che il problema ce l’ha la tua gente.. / che non tifa quando il “globo” sta perdendo.. / che non c’era quando sei stato retrocesso / che non combatte quando vedono il San Lorenzo.. / io so che fa male… io so che è brutto.. / ma alla tua tifoseria.. /  gli mancano le palle…

Adesso guardatevi il secondo video tanto per farvi vedere in quanti stanno cantando a squarciagola e facendo festa per la loro squadra.

Martedì sera sono stato a vedere Vicenza Ascoli e penso mi rimarranno alcune cose dalla serata. Abbiamo cantato tutta la partita per il Lanerossi, non per i giocatori, non per il risultato, non per lo stadio ma per una passione. La nostra passione che ci porta a vedere la nostra squadra col sole e col vento. Col freddo e con il freddissimo. Con la pioggerella e con gli acquazzoni. A cantare perchè ci piace il calcio, ci piace il Vicenza. A fare il tifo cantando.

E allora questo post è dedicato a…

A quelli che tifano cantando, che cantano senza insultare e che non si stancano mai. Che cantano quando si vince e quando si perde. A quelli che la partita finisce al 90° (beh magari un po’ di felicità portiamocela), a quelli che hanno bene in mente la partita si gioca dentro lo stadio, non fuori.

A quelli con la cerata rossa e a quelli che ce l’hanno gialla, a quelli col simbolo tatuato sul polpaccio o sulla pancia. A quelli con l’anello con la R e a quelli con la felpa, a quelli con la sciarpa e a quelli senza niente perchè la passione è tutta dentro.

Ai ragazzini perchè il Lanerossi Vicenza è la storia calcistica della nostra terra, altro che giuvemilaninter. Lo sport ha significato nella partecipazione prima che nella competizione, la cultura del vincere a ogni costo è estranea allo spirito sportivo. Essere tifosi, essere ultras non ci esime da questo.

A quelli di mezza età che c’erano negli anni 80 ma erano piccoli, c’erano negli anni 90  ed erano ragazzini e che adesso son grandi. E che in un modo o nell’altro ci sono sempre, tra una Comunione, un matrimonio, un turno in fabbrica e un viaggio di lavoro. Tra un sacranòn e uno spritz. Con la tessera del tifoso o senza.

A quei vecchietti che arrivano col cuscino consumato e sbiadito allo stadio, magari sono dei vecchi brontoloni sentimentali ma sono capaci di andare oltre Lopez Murgita e Rondon. Siamo nel 2013 ti dicono, al bar o in Tv è comoda, ma al Menti è un altra cosa, voglio vederli in faccia!

Questo post non è dedicato a chi va allo stadio solo per vincere, ma a chi va per partecipare. Per far festa. Per vedere impegno. Per vedere il frutto di competenza e scelte ponderate. Perchè se vuoi arrivare in alto questi fattori sono imprescindibili tanto quanto i tifosi. Ci vuole passione e competenza.

Questo post non è dedicato a chi pensa che la soluzione sia sempre il divieto,  se vuoi che allo stadio tornino le famiglie, lascia che la partita sia una festa. Non vietarmi un tamburo, non vietarmi una birra in compagnia, non trasformare lo stadio in una prigione.

Questo post non e dedicato a chi ti chiede: – Per chi tifi? -Per il vicenza. – Si ma in serie A per chi tifi? Di squadra forte intendo! …  Ma còpate. Ciò che ci spinge non deve essere la vittoria ma le emozioni.  Le soddisfazioni non vengono solo dall’arrivare primi.

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Noi non siamo “quemeri”, la curva sud non retrocede. Vada come vada. Ecco.

PS: dedicato anche a Giulio. Con cui puoi girare Superga stando in silenzio ma ascoltando la passione.

 

 

Scritto da loris

loris

#veneto per nascita, #campano per matrimonio, #ingegnere per formazione.
Bastiancontrario e ultra polemico, supereroe dentro. Però con un gran cuore (biancorosso). Qui scrivo di ogni menata che mi passa per la (de)mente

  • Gualdo

    I queremos non vuol dire ‘piromaniaci’ ma vengono chiamati così perché una volta vicino allo stadio c’era un’incineritore (‘la quema’) e quindi tutto il fumo arrivava allo stadio mentre si svolgevano le partite. Parliamo delle anni 30′, adesso ormai non è più così. Quindi ‘quemeros’ viene dalla ‘quema’ e non da ‘pironaniaci’, anche se devo dire che 10 anni fa gli ultras del huracán hanno rubato e bruciato una bandiera del San Lorenzo lunga 80 metri.